Vanuatu, arcipelago remoto di vulcani attivi e culture millenarie nell’Oceano Pacifico

L’arcipelago, sparso nell’oceano Pacifico, si presenta come un insieme di oltre ottanta isole. Frutto dell’attività vulcanica – ecco il bello – queste terre sono cullate da acque tranquille che sembrano voler mettere un freno alla modernità. Giovani come entità statale, conservano però segni ben visibili di società antiche nate da migliaia di anni di navigazioni e insediamenti. Organizzazioni sociali complesse si sono sviluppate localmente: rituali, gerarchie e credenze resistono ancora, e non si piegano all’espansione delle città. Insomma, modelli culturali tramandati oralmente restano intatti. Il motivo? L’isolamento geografico, ma anche pratiche che – diciamo – trovano l’equilibrio tra natura e cultura, difficile da intaccare.

La forma delle isole e gli ecosistemi naturali

Proprio lungo una frattura della crosta terrestre tra Australia, Nuova Caledonia, Fiji e le Isole Salomone, si trova questo arcipelago. Una posizione strategica, se si pensa alle correnti marine e alle antiche vie di navigazione. I vulcani attivi non smettono mai di modellare il paesaggio e l’ecosistema: alternano altipiani fertili e crateri fumanti, spiagge chiare o scure, foreste primarie che abbracciano laghi vulcanici. La natura qui pulsa e cambia continuamente, vittima e artefice di movimenti tettonici che regalano panorami sempre diversi.

Non come tante coste urbanizzate. Sono insediamenti tradizionali quelli che si vedono sulle isole, fatti di legno e materiali vegetali, rispettosi di antichi modelli sociali e spirituali. È un dato curioso: così si è protetto un patrimonio artistico ricco, fatto di maschere, sculture e simboli cerimoniali, ancora parte della vita di tutti i giorni. I sistemi kastom, cuore della comunità, trasferiscono valori e regole senza che serva un documento scritto. Ecco perché chi sta fuori, nelle grandi città, spesso fatica a capire.

Vanuatu, arcipelago remoto di vulcani attivi e culture millenarie nell’Oceano Pacifico
Un’esplosione di fumo e cenere fuoriuscita da un cratere vulcanico sull’isola di Tanna a Vanuatu, luogo di antichi rituali. – abbaziasantamaria.it

I luoghi e le tradizioni più rappresentativi dell’arcipelago

Alcune isole raccontano in modo emblematico il legame tra natura e cultura. Efate, per esempio, ospita la capitale e porti storici che dall’epoca europea attirano scambi commerciali. Poco fuori dal trambusto urbano, coltivazioni tradizionali convivono con aree protette come le cascate di Mele e l’Eton Blue Hole, dove la luce gioca sulle acque limpide in modo quasi magico. Negli ultimi tempi, White Sands Beach ha guadagnato fama per la sua sabbia finissima e i paesaggi dominati dai pandani.

Espiritu Santo si fa notare per la varietà di paesaggi, che vanno dalle montagne alle praterie costiere. Il monte Tabwemasana, la sua cima più alta, è contornato da foreste di alberi kauri. Tra i luoghi più affascinanti c’è Champagne Beach: dalle sue sorgenti sottomarine salgono bollicine, un fenomeno raro e visibile solo quando la marea lo permette. Ai fondali, ricchi di relitti navali della Seconda Guerra Mondiale, subacquei e storici trovano motivi d’interesse.

Altre isole custodiscono rituali tribali tipici, come Tanna famosa per il vulcano Yasur, il cui fumo e rumore si avvertono anche da lontano. Un segno forte di spiritualità locale. Ambrym è conosciuta per cerimonie dove maschere monumentali giocano un ruolo centrale, in sintonia con la natura vulcanica. Malekula salta all’occhio per la varietà culturale, con comunità che parlano lingue diverse e coltivano pratiche uniche, visibili nei riti funebri e negli oggetti d’arte tradizionale. Pentecost invece è celebre per uno dei rituali più noti dell’Oceania: torri di legno per il lancio con liane, segno del passaggio all’età adulta e del coraggio da dimostrare.

Accessi e spostamenti nell’arcipelago

L’ingresso principale si trova all’aeroporto internazionale di Efate, da cui partono voli verso alcune destinazioni regionali quali Australia, Nuova Caledonia e Fiji. Piccoli aeroporti a Espiritu Santo e Tanna si occupano di collegamenti domestici, con voli spesso limitati dalle difficoltà logistiche causate dalla frammentazione territoriale. Le imbarcazioni sono un’alternativa molto usata, anche se le traversate possono essere lunghe e il tempo sfavorevole complica spesso i viaggio.

La geografia dispersa complica inevitabilmente gli spostamenti – un dettaglio non da poco – ma aiuta a proteggere gli ecosistemi naturali e la struttura socio-culturale. Chi osserva con attenzione capisce bene come il rapporto saldo tra popolazioni e territorio sia il pilastro dell’identità di questi abitanti. Ecco perché resistono all’omologazione e alla frenesia della modernità diffusa.

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