Un cammino tra borghi incantevoli e paesaggi naturali nel cuore della spiritualità

Camminare per centinaia di chilometri seguendo le orme di una delle figure più iconiche della spiritualità italiana significa immergersi in un’Italia che racconta storie antiche, paesaggi diversificati e tradizioni radicate nel tempo. La Via di Francesco non si limita a essere un percorso religioso: attraversa Toscana, Umbria e Lazio, mostrando borghi medievali, fitte foreste appenniniche e distese di ulivi che si alternano a morbide colline coltivate. Assisi, con la sua maestosa Basilica, si impone come il fulcro centrale, mentre Roma rappresenta la meta finale per molti pellegrini. Insomma, l’itinerario si presta a diverse esigenze: si può percorrere un tratto breve oppure scegliere di attraversare tutto il cammino in settimane, grazie a tre direttrici che si incontrano proprio ad Assisi. A sorprendere chi si avventura lungo la Via di Francesco è la varietà dei paesaggi, che restituisce una visione autentica dell’Italia centrale, lontana dalle rotte più battute dal turismo.

Come si sviluppa la via di Francesco e cosa rappresenta

Tre regioni attraversa la Via di Francesco: Toscana, Umbria e Lazio, nel cuore del centro Italia. Il punto di partenza più conosciuto? Il Santuario della Verna, immerso nel Casentino, dove secondo la tradizione Francesco ricevette le stimmate. Assisi rappresenta invece il nucleo spirituale e biografico del cammino, con i luoghi simbolici e la Basilica che conserva viva la memoria di San Francesco. Da qui partono tre direttrici principali: la Via del Nord, la Via del Sud e la più lunga, la Via di Roma, che collega La Verna a Roma attraversando l’Italia centrale.

Il termine “Via di Francesco” non è legato solo alla fede; racconta l’esperienza di un uomo che camminava a piedi, predicando e sostando in luoghi strettamente connessi alla sua vita. Roma, oltre a essere la città della Chiesa, è stata da sempre un punto di arrivo per i pellegrini medievali e oggi resta la meta finale di chi completa l’itinerario. Le motivazioni per intraprendere il cammino? Variegate. C’è chi si muove per un percorso spirituale, chi invece preferisce un viaggio culturale: natura, storia, tradizioni che si mescolano. Chi si addentra in questi sentieri, immerso tra ulivi e antiche pievi, nota come dietro ogni angolo si apra una prospettiva nuova sul territorio e sulla sua storia.

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Un cammino tra borghi incantevoli e paesaggi naturali nel cuore della spiritualità
Attori in costume medievale, con abiti ricchi e copricapi tradizionali, animano una scena illuminata da luci blu, evocando atmosfere antiche. – abbaziasantamaria.it

I percorsi e i territori attraversati dalla via di Francesco

La Via di Francesco è formata da una rete di sentieri che si snodano in ambienti molto diversi, dai boschi appenninici ai borghi medievali ancora intatti. La Via del Nord, lunga circa 190 chilometri, parte dal Santuario della Verna e arriva fino ad Assisi. Il percorso attraversa piccoli centri toscani e umbri, come Pieve Santo Stefano, Sansepolcro, Citerna, Città di Castello e – non ultimo – Gubbio, borgo medievale ben conservato, considerato uno degli snodi più suggestivi. Per completare il tratto fino ad Assisi servono circa una decina di tappe, facilmente smontabili in segmenti più brevi.

Dall’altro lato si apre la Via del Sud, che parte da Roma e risale verso nord per circa 250-300 chilometri. Paesaggi collinari e rurali la caratterizzano. Tocca luoghi di grande rilievo francescano, come Rieti e la Valle Santa, dove santuari come quello di Greccio segnano tappe importanti. Prosegue attraverso Spoleto, Trevi e Foligno, finché si avvicina alla Basilica di Assisi, ben visibile da lontano. Qui, chi affronta il cammino sa di dover gestire condizioni ambientali e climatiche variegate: fondovalle umidi, colline assolate… insomma, bisogna esser pronti.

La Via di Roma è la più lunga: circa 500 chilometri. Unisce idealmente la Via del Nord e la Via del Sud in un solo percorso che parte da La Verna e arriva nella Capitale, passando sempre per Assisi. È la scelta di chi ha tempo e vuole vivere un’esperienza completa, toccando tutti i luoghi centrali legati a San Francesco. Il paesaggio cambia molto: si va dai boschi dell’Appennino alle campagne umbre, fino alle colline del Lazio. Arrivare a piedi a Roma dà un’impressione speciale, una sorta di privilegio: attraversare territori poco urbanizzati, un dettaglio che a chi vive in città sfugge ogni giorno.

Quando partire e come organizzare il cammino

Quasi tutte le stagioni offrono la possibilità di affrontare la Via di Francesco, anche se la primavera e l’autunno sono i momenti migliori. In quei periodi le temperature restano miti, mentre il paesaggio – curiose sfumature – si trasforma mostrando il verde brillante o i toni caldi autunnali. L’estate va bene, ma attenzione al caldo, soprattutto nei tratti più esposti di Lazio e Umbria. Meglio camminare nelle ore più fresche, bere molta acqua e usare la protezione solare: semplici accorgimenti ma non da sottovalutare. L’inverno? Consigliato solo a chi ha esperienza sul cammino e un equipaggiamento adeguato, dato che monti possono essere innevati, con giornate di luce limitate. Prima di partire, conviene sempre controllare meteo e eventuali modifiche sui sentieri.

Per prepararsi al cammino è bene stabilire con anticipo i tratti da percorrere, magari iniziando da tappe più facili se è la prima volta. Procurarsi mappe aggiornate o tracce GPS aiuta a non perdere l’orientamento; e una guida cartacea, insomma, non guasta mai. La credenziale, documento altamente consigliato, serve per ottenere i timbri lungo il percorso e usufruire di tariffe più basse in ostelli o conventi convenzionati. Occorre decidere bene l’equipaggiamento: zaino leggero, scarponi da trekking comodi, bastoncini per agevolare la salita, vestiti a strati, impermeabile, cappello e crema solare sono gli “immancabili”. Nei periodi di punta o nei weekend, meglio prenotare alloggi con largo anticipo, soprattutto nei borghi più frequentati.

Chi sceglie la Via di Francesco dunque parte per un viaggio nella parte meno nota del nostro Paese, un’Italia fatta di memoria storica, ambienti naturali e tradizioni preziose. Un’esperienza in cui la dimensione umana si intreccia con il paesaggio, proprio al centro del territorio italiano.

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