Chi si occupa di archeologia negli ultimi tempi sta scoprendo sorprese non da poco, cambiando parecchio il modo in cui si vedono le antiche civiltà distribuite in varie zone del pianeta. Nel 2025, con nuove tecniche di indagine e scavi freschi di giornata, alcune idee che sembravano acquisite sono state messe in discussione; il risultato? Un passato umano più complesso, ricco di dettagli che prima non si vedevano così chiaramente. Ecco, queste scoperte non aggiornano solo archivi o musei, ma regalano intuizioni curiose su usi, tradizioni e simbolismi – insomma, qualcosa di nuovo che fino a poco fa sembrava un mondo inesplorato.
Scoperte chiave in Egitto
Nel Delta del fiume Nilo, un gruppo consistente di oltre 200 statuette ha ‘svelato’ chi fosse un personaggio storico di rilievo. Sono infatti i reperti spuntati nella tomba di Osorkon II a ricostruire la figura di Re Sheshonq III, un nome che finora stava in ombra per questo periodo storico. La cosa interessante – secondo gli studiosi che lavorano a Tanis – è che questa è una delle scoperte più notevoli degli ultimi decenni; i dettagli sulle statuette rivelano pure aspetti sulle pratiche rituali e il valore della memoria sovrana. Non male.

E poi c’è un’altra novità degna di nota: forse è stata trovata la tomba di Cleopatra. Sotto il tempio dedicato a Osiride e Iride, un tunnel lungo più di 1.300 metri e profondo circa 13 metri lascia pensare a un accesso segreto a una camera funeraria finora invisibile, legata propriamente alla regina. Da qui, l’analisi dello spazio offre nuovi spunti sull’organizzazione dei templi e le connessioni simboliche tra il potere reale e gli dèi adorati. Un aspetto che fa rivedere parecchio la storia tolemaica, diciamo. Chi segue questi lavori con attenzione sa quanto importa questa scoperta per la storia dell’antico Egitto.
Le tracce dell’arte primitiva in Spagna
Basta pensare al sito di San Lázaro, in Spagna, dove è stato trovato un ciottolo con la più antica impronta digitale Neanderthal mai rinvenuta; un gesto simbolico o forse artistico, con implicazioni notevoli. Dà a chi studia la storia evolutiva un motivo in più per pensare che l’espressione simbolica sia molto più antica di quanto si fosse immaginato. Curioso, vero? L’idea precedente sull’evoluzione di comunicazione e arte nelle popolazioni remote ne esce scossa, lasciando intravedere una complessità cognitiva che – diciamolo – ha del sorprendente. Chi si immerge nella letteratura specialistica sa che questa scoperta richiama a rivedere la storia dell’intelligenza umana agli albori.
Però non solo preistoria. Nel Codice Madrid II, custodito a Madrid, è saltato fuori un appunto attribuito a Leonardo Da Vinci, che parla della conservazione del legno tramite carbonizzazione superficiale. Un dettaglio che rimarca ancora una volta quanto il genio di Leonardo andasse ben oltre l’arte pura, spingendosi anche nel campo delle tecniche materiali. Ecco perché apre una strada di ricerca interessante sul legame tra la tradizione rinascimentale europea e culture lontane, come quella giapponese. Oltre al talento artistico, dai suoi scritti emerge pure una visione pragmatica e avanzata riguardo ai materiali, qualcosa che arricchisce la comprensione del suo pensiero (dettaglio non da poco).
Scavi e ritrovamenti meno noti ma significativi
Non è che tutto l’archeologia ruoti solo intorno a grosse città storiche. Guardiamo al Sud Italia, vicino Ercolano: qui Villa Sora ha visto nuove campagne di scavo che mettono in luce come si possa mantenere e valorizzare nel tempo questi luoghi, un aspetto spesso trascurato – eppure importante – soprattutto per sviluppare un turismo sostenibile e consapevole. A chi risiede nelle zone vicine non sfugge l’energia positiva che queste attività portano al territorio. Insomma, il lavoro non finisce mai e spesso qui si toccano punti chiave della tutela.
Si scopre qualcosa di altrettanto interessante in Turchia, dove la tomba di Re Mida, a Gordion, offre una chiave nuova per capire la cultura frigia e le sue relazioni con i popoli limitrofi. Nel deserto della Giudea, in Israele, una struttura piramidale assieme a diversi reperti ha ampliato la conoscenza delle civiltà del Medio Oriente antico, cambiando qualche teoria che sembrava incrollabile. Per finire, in Albania è stato mappato il lago sotterraneo più grande al mondo, il lago Neuron, che supera cento metri in profondità. Questa ‘meraviglia’ è fondamentale per gli studi geologici e archeologici, aprendo nuovi orizzonti sulle interazioni fra natura e storia umana nelle grotte del Mediterraneo. Chi si dedica a queste ricerche non può che considerare un’importante evoluzione quello che è venuto alla luce.