La scoperta di 225 statuette riaccende l’interesse sul faraone ignoto dal 1946

Una scoperta recente, a circa 130 chilometri dal Cairo nel Delta del Nilo, ha dato nuove chiavi per interpretare l’epoca della XXII dinastia egizia. A Tanis, un sito archeologico noto da decenni, un gruppo di archeologi ha ritrovato reperti che raccontano dettagli finora inediti su un sovrano piuttosto misterioso. Negli ultimi tempi la rinnovata attenzione sulle necropoli locali ha sbloccato avanzamenti significativi nella conoscenza di quel periodo, soprattutto grazie a oggetti funerari legati a un faraone del quale si sapeva poco o niente.

Le statuette che restituiscono un nome al faraone senza tomba

Nel corso di uno scavo concentrato nella zona settentrionale di una tomba antica a Tanis, il team ha scoperto oltre 225 statuette funerarie ushabti – piccole figure che, secondo l’antica religione egizia, accompagnavano i defunti nel viaggio nell’aldilà. Erano ancora intatte, disposte nella stessa sepoltura originaria, insieme a un sarcofago in granito che fino a quel momento mancava di iscrizioni chiare e di un’attribuzione sicura. Dai simboli impressi sulle statuette è spuntato il nome di Re Sheshonq III, un faraone che ha lasciato tracce importanti soprattutto in questa regione, nota per essere stata la capitale del Nord Egitto durante il suo regno.

Sheshonq III, che governò per diversi decenni durante il Terzo Periodo Intermedio, ha vissuto un’epoca politica e religiosa piuttosto complessa, ancora oggi motivo di studio. Ora, assegnare con sicurezza questa tomba a lui rappresenta una svolta per ricostruire la storia delle sepolture reali di Tanis – che finora era anche un po’ un rebus. Ecco che questi reperti aiutano a gettare luce anche sulla struttura del potere dell’epoca, con i suoi molteplici centri d’influenza e divisioni istituzionali evidenti.

La scoperta di 225 statuette riaccende l’interesse sul faraone ignoto dal 1946
Statuetta dorata di un faraone egizio, possibile scoperta nella necropoli di Tanis che svela dettagli sulla XXII dinastia. – abbaziasantamaria.it

Un ritrovamento che cambia la lettura delle tombe reali

Il ritrovamento delle statuette di Sheshonq III è forse uno dei ritrovamenti più importanti a Tanis dopo i famosi Tesori del 1939, un evento che ha segnato la storia dell’archeologia egiziana. Questi oggetti, legati nettamente al sovrano, suggeriscono una nuova interpretazione delle pratiche funerarie della XXII dinastia. Diciamolo: il riutilizzo delle tombe reali era una prassi consolidata – lo dimostra la presenza di corredi appartenenti a diversi faraoni nella stessa necropoli.

Tanis si conferma così un punto chiave nel Terzo Periodo Intermedio, con un ruolo duplice: garantire la continuità del potere monarchico, ma anche tutelare spiritualmente i faraoni defunti. La presenza di beni funerari spostati o riposizionati dice molto su come si cercasse di proteggere questi oggetti dai saccheggi — fenomeno fin troppo comune nella storia egizia e che rende spesso complessa l’identificazione delle tombe. Non è chiaro se il corpo di Sheshonq III si trovi effettivamente nella tomba di riferimento, oppure se siano stati trasferiti solo i corredi, per garantire loro protezione.

Tra conservazione e nuovi studi, il futuro di Tanis

A parte il riconoscimento e la catalogazione dei nuovi ritrovamenti, il progetto su Tanis punta anche a difendere il sito dai danni del tempo e dell’ambiente – un aspetto che pesa parecchio per la conservazione di lungo periodo. L’aumento della salinità del terreno è una minaccia che cresce di anno in anno, mettendo a rischio sia le tombe che gli oggetti al loro interno, ed ecco perché servono interventi urgenti per fermare il degrado.

Gli esperti, da qualche anno, stanno provando tecniche innovative con l’obiettivo di stabilizzare e proteggere questo patrimonio archeologico. D’altronde, Tanis è più di un semplice sito: custodisce la memoria di una dinastia centrale come la XXII e sembra avere ancora molto da raccontare sulla storia egiziana. Chi osserva da fuori – a volte – non si rende conto di quanto questi luoghi influenzino concretamente la nostra comprensione del passato e il valore culturale dell’area. Insomma, Tanis resterà una fonte preziosa per capire i legami tra politica, religione e società nell’antico Egitto.

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