Itinerario di 3 giorni tra musei insoliti, arte e storia industriale nel cuore di Roma

Se ti allontani un po’ dal solito flusso di turisti che ogni giorno invadono posti come il Colosseo, Roma mostra un volto diverso – meno battuto, ma ugualmente affascinante. La città non è solo monumenti famosi, ma anche un intreccio di musei e siti archeologici, spesso trascurati, che raccontano storie ricche di dettagli curiosi. Con appena tre giorni a disposizione, chi arriva ha l’occasione di esplorare questi angoli meno noti, assaporando un’esperienza che si discosta dai soliti itinerari turistici.

Un itinerario fra fori imperiali e barocco poco noto

Si parte dall’Eur, raggiungibile facilmente con la metro. Poi, si cambia linea e si scende a Termini – che per chi ben conosce Roma, sa essere un punto nevralgico a suo modo. L’ascensore in funzione a Termini? Un lusso non da poco, credetemi. Poco distante, una passeggiata porta a Piazza Venezia, luogo di passaggi frenetici dove ogni giorno si incrociano romani e turisti alla ricerca di qualcosa di nuovo. La tappa seguente sono i Mercati Traianei, dove si trova il Museo dei Fori Imperiali, articolato su vari piani. Qui, gli spazi ampi e la quantità di decorazioni murarie e statue colossali lasciano davvero a bocca aperta chi decide di entrare. Il percorso è pensato per superare senza problemi ogni dislivello, con ascensori a disposizione – dettaglio da non sottovalutare quando si gira a piedi.

Dopo l’immersione nel passato antico, la visita si sposta verso Piazza Navona, vera anima del barocco capitolino. La Chiesa di Sant’Agnese in Agone ha una particolarità: niente dipinti nelle pale d’altare. Al loro posto, interni completamente rivestiti di marmo. Il risultato? La luce che filtra dalle grandi finestre fa brillare il materiale, dando vita a una sorta di racconto artistico tutto in marmo. Poco più in là, la Basilica di Sant’Andrea della Valle sorprende per il suo interno maestoso, ricco di dorature sulle volte e nell’abside. Un dettaglio che richiama chi ama la cultura: la prima cappella a sinistra fa da sfondo al primo atto de La Tosca, un curioso intreccio fra arte visiva e teatro.

Itinerario di 3 giorni tra musei insoliti, arte e storia industriale nel cuore di Roma
I Mercati di Traiano a Roma, complessi edilizi antichi, sono uno degli angoli meno noti della città eterna, ricchi di storia. – abbaziasantamaria.it

Tra antichità egizie e pause alle Scuderie del Quirinale

Il secondo giorno è dedicato alla mostra “Tesori dei Faraoni” alle Scuderie del Quirinale. Qui si espongono reperti preziosi, spesso ignorati nelle esposizioni più turistiche. Fra questi, la figura di Ahhotep II – unica regina guerriera dell’antico Egitto – emerge con forza, diventando uno dei simboli più suggestivi dell’intera mostra. Qualche lacuna nei supporti multimediali e una segnaletica non sempre chiara non riescono a rovinare l’atmosfera quasi fuori dagli schemi dei soliti musei: un invito a scoprire civiltà lontane, lontanissime nel tempo.

Fare una pausa al bar interno delle Scuderie è un’ottima idea, una sosta necessaria per ricaricare energie e prepararsi al resto della giornata. Al ritorno verso Termini, però, arriva la (“classica” ormai) disavventura: l’ascensore d’uscita è in avaria, e così tocca ricorrere alle scale mobili. Un piccolo esempio – ma significativo – di quanto la manutenzione e l’accessibilità nelle nostre città siano ancora un problema da risolvere.

La centrale Montemartini e le culture popolari in evidenza

Prima di prendere il treno, c’è il tempo per un’altra visita, non banale: la Centrale Montemartini, emblema del riuso industriale e culturale. Qui, l’incontro fra antiche statue dei Musei Capitolini e i grandi macchinari di una centrale termoelettrica degli inizi del Novecento crea un’atmosfera insolita, quasi surreale. La contrapposizione tra antico e moderno – fra marmo scolpito e metallo industriale – invita a guardare l’arte e la storia da una prospettiva nuova, in spazi ampi e ben accessibili. Tra le opere che colpiscono di più c’è la statua di una bambina seduta in atteggiamento pensieroso: un tocco di umanità che parla forte.

La passeggiata continua verso i Laghetti dell’Eur, dove un mercatino natalizio aggiunge un tocco popolare e festoso alla giornata. Ultima tappa, il Museo delle Arti e Tradizioni Popolari Italiane, parte del Museo delle Civiltà, che racconta mestieri tradizionali e usanze regionali. Non passano inosservati i presepi napoletani, impressionanti per dimensioni e cura dei dettagli. Anche se ancora in parte in ristrutturazione, il museo offre uno sguardo chiaro sulla ricchezza culturale italiana. La sezione dedicata alla preistoria apre a breve una nuova, ampia area multimediale – una novità che potrà far crescere ancora di più il valore dell’esposizione negli anni a venire.

Insomma, cercare di vedere Roma da altre angolazioni significa scoprire un patrimonio complesso, che va oltre i monumenti più scontati. La capitale si lascia cogliere nelle sue sfumature, fra tradizione e innovazione museale: un invito a chi vuole scavare più a fondo, oltre il solito giro.

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