Itinerari ciclabili in Svizzera: quattro percorsi tra valli alpine e panorami da sogno

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Esplorare i territori alpini in bicicletta vuol dire affrontare un mix concreto di sfide e scoperte uniche. Se guardiamo alle regioni della Svizzera, il sistema di ciclovie sorprende per come coniuga efficienza e varietà di percorsi: pensati proprio per garantire mobilità fluida, anche in territori spesso complessi. Sentieri curati si uniscono a collegamenti ferroviari ben attrezzati – ecco un sostegno prezioso per chi non vuole rinunciare a un minimo di comfort lungo l’itinerario. La Svizzera bilancia natura e infrastrutture come poche: un connubio ideale per chi cerca un viaggio organizzato senza perdere il contatto con il paesaggio vero.

Prendiamo come esempio la ciclovie No.3, che collega Chiasso a Lucerna. Un itinerario che attraversa dolci valli e imponenti vette alpine, regalando scorci di grande fascino. Il viaggio parte, idealmente, dalla frontiera italiana e si snoda verso nord attraversando paesaggi mutevoli, ma è nella seconda parte che la sfida si intensifica: la salita al Passo del San Gottardo diventa, insomma, il cuore pulsante dell’esperienza. A fianco del ciclista si trovano infrastrutture utili come parcheggi per biciclette e una segnaletica precisa: il tutto per assicurare un buon livello di sicurezza e affidabilità.

Da Chiasso a Bellinzona: un primo assaggio di montagne e laghi

Il viaggio verso la montagna comincia proprio alla stazione di Chiasso, punto di partenza della No.3 che segue da vicino la direttrice del fiume Faloppia. Il percorso attraversa prima i centri di Mendrisio, poi si inoltra nella valle del Mendrisiotto. Proprio qui si arriva a Riva San Vitale e Capolago, adagiate sulle rive del Lago di Lugano. Il tratto alterna zone agricole a spazi urbani, sempre con un occhio attento alla sicurezza. Da Bissone si cambia sponda, arrivando a Melide, nota per una miniatura della Svizzera: un dettaglio curioso, che non sfugge neanche a chi pedala affaticato.

La tappa prosegue fino a Morcote, borgo caratteristico con i suoi portici antichi e la chiesa di Santa Maria del Sasso, risalente al XIII secolo. Qui la strada si fa più tortuosa e i panorami si aprono con il Monte Brè a dominare e piccole insenature che invitano a soste e, perché no, a un tuffo rinfrescante. Seguendo la riva del lago si raggiunge Agno, poi si il tracciato lambisce l’aeroporto e, lungo il fiume Vedeggio, passano località come Taverne, Mezzovico, Rivera prima della salita verso il Passo di Monte Ceneri.

A Cadenazzo si attraversa la pianura di Magadino, da qui si arriva a Bellinzona lungo una pista ciclabile che corre accanto al fiume Ticino. La città si presenta come un nodo fondamentale del viaggio: famosa per i suoi tre castelli storici – Sasso Corbaro, Montebello e Castelgrande – e per gli edifici del Settecento con portici e decorazioni in ferro battuto. Sono circa 70 chilometri, con un dislivello intorno ai 690 metri: una sfida controllata per un primo assaggio delle strade alpine svizzere.

Itinerari ciclabili in Svizzera: quattro percorsi tra valli alpine e panorami da sogno
Antiche mura di pietra di un castello medievale, torri merlate e un fossato nel cuore delle valli svizzere, sotto un cielo azzurro. - abbaziasantamaria.it

Dal cuore delle montagne: da Bellinzona ad Airolo lungo la valle Leventina

Si parte dalla stazione di Bellinzona per la seconda tappa, andando verso Arbedo-Castione: qui s’incrociano due percorsi ciclabili principali (No.3 e No.6). Si supera il ponte sul Moesa e ci si avventura in vallate meno attraversate, con località come Claro che spicca per la sua posizione tra montagne verdi e ben protette.

Biasca propone una pausa naturale alla cascata di Santa Petronilla, un buon punto per tirare il fiato prima di entrare nella Valle Leventina. Il panorama cambia, con ponti romani e costruzioni in pietra chiara che raccontano la storia: su tutti, la chiesa romanica di San Nicolao, uno dei monumenti religiosi più importanti del Cantone.

Si procede lungo la strada del San Gottardo fino a Nivo, dove si cambia direzione scegliendo un tratto più tranquillo che segue la riva opposta del Ticino. Tra boschi di castagno - perfetti per qualche pausa - si incontrano paesi come Faido. Chi ha energie può allungare verso la cascata Piumogena, poco distante, per una deviazione più emozionante. La fine del percorso conduce ad Ambrì e, infine, ad Airolo, ideale come base per affrontare la salita al Passo del San Gottardo.

La distanza supera i 66 chilometri, con un dislivello oltre gli 1100 metri e quindi una dose non banale di fatica. Passare tra borghi tipici e conoscere posti dove fermarsi non è solo utile, ma spesso fa la differenza - soprattutto per chi è meno esperto e pedala in montagna.

Il tratto finale: dal Passo del San Gottardo a Lucerna tra museo, natura e storia

Salire lungo la celebre “Tremola” verso il Passo del San Gottardo è una tappa molto sentita da chi ama pedalare in alta quota. La strada acciottolata – lunga circa 13 chilometri fino a 2106 metri di quota – mantiene una pendenza regolare, abbordabile per chi è allenato. A metà salita si incontra il Museo Sasso San Gottardo, un punto interessante per arricchire la pedalata prima di scendere verso Hospental, noto per la sua torre del XII secolo.

Il viaggio prosegue fino ad Andermatt, una località turistica bene attrezzata, dove lo stile moderno convive un po' a sorpresa con i borghi tradizionali limitrofi. Chi cerca una sfida più impegnativa può deviare verso Realp e tentare la salita al Passo Furka: 12 chilometri con oltre 890 metri di dislivello, uno sforzo gratificante per sportivi e amanti del panorama.

L’ultima parte segue il fiume Reuss, scendendo nelle gole della Scöllenen e passando sotto il famoso Ponte del Diavolo, costruito nel 1830. Si attraversano piccoli villaggi prima di arrivare a Lucerna, dove il percorso si conclude sul Lago dei Quattro Cantoni, nel cuore storico della città. A fare da simbolo finale è il Kapellbrücke – un ponte in legno del 1300, un vero tesoro storico e artistico. Lucerna vale una sosta lunga: per scoprire chiese, musei e panorami facilmente raggiungibili anche con battelli o funicolari.

Qui si coprono circa 100 chilometri con un dislivello che – tutto sommato – si mantiene moderato, offrendo così un buon bilanciamento fra fatica e ricompense paesaggistiche e culturali. Chi vive in città lo nota subito: la quiete di queste strade – lontana dal traffico intenso delle vie alpine – fa tutta la differenza durante la pedalata.

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