In Irlanda emerge una città preistorica gigantesca che rivoluziona la conoscenza della storia umana

Tra le dolci colline a sud di Dublino, una scoperta archeologica sta cambiando tutto quello che pensavamo sulle origini delle prime città irlandesi. Per decenni, si è sempre dato per scontato che i Vichinghi fossero i pionieri urbani sull’isola, vero? Eppure, un sito nella contea di Wicklow sposta l’attenzione altrove. Brusselstown Ring, un tempo ritenuto solo un semplice recinto su una collina, si mostra invece come un complesso abitativo molto più ampio e strutturato rispetto a quanto immaginato. Le centinaia di costruzioni circolari trovate fanno pensare a una comunità vasta, risalente all’Età del Bronzo – parliamo del 1200 a.C., mica poco. Pensateci: quasi duemila anni prima delle famose città vichinghe come Dublino o Waterford. Insomma, la storia urbana irlandese cambia volto, svelando modi di vivere antichi e ben organizzati, quasi moderni nella loro distribuzione.

Il profilo di un insediamento fuori misura e ben organizzato

Grazie a rilievi aerei e a strumenti tecnologici sofisticati, sono state mappate più di 600 piattaforme circolari – forse le basi delle case. Un numero impressionante, superiore a qualsiasi altra scoperta in Irlanda, dove i siti più vasti contavano fino a un centinaio di strutture. Le mura di Brusselstown Ring non si limitano alla collina principale, ma circondano anche Spinas Hill, l’altura vicina, dando così vita a una doppia cittadella naturale che è un vero e proprio colpo d’occhio. Gli studi iniziali lasciano immaginare che gli edifici abbiano visto uso dal periodo tardo dell’Età del Bronzo fino agli inizi dell’Età del Ferro, con molte strutture riadattate più volte nel tempo. Non stiamo parlando di un rifugio momentaneo: la portata e la complessità del complesso suggeriscono una comunità stabile, pianificata, e mica da poco. Qui, si può supporre, c’erano zone con funzioni diverse, spazi comuni e probabilmente attività collettive – quasi un prototipo di città. Chi vive in città sa bene quanto serva un’organizzazione efficace per gestire spazi così ampi, e nel contesto preistorico è facile intuire che ci voleva parecchia collaborazione per andare avanti.

In Irlanda emerge una città preistorica gigantesca che rivoluziona la conoscenza della storia umana
Vista aerea di un villaggio “preistorico” con innumerevoli abitazioni circolari, immerse nel verde e circondate da dolci colline. – abbaziasantamaria.it

Un sistema antico di gestione delle risorse e una società articolata

Tra le strutture più interessanti, spicca un manufatto di pietra dal fondo piatto, probabilmente una cisterna collegata a una sorgente naturale. Se i test confermeranno che fosse contemporanea alle abitazioni, allora siamo di fronte al primissimo esempio d’Irlanda di raccolta e conservazione dell’acqua risalente all’Età del Bronzo. Una cosa non da poco, insomma: gestire le risorse in modo collettivo era fondamentale in un insediamento così grande. Le dimensioni delle abitazioni, che vanno da quattro fino a dodici metri di diametro, raccontano di differenze negli spazi – e forse pure nei ruoli delle persone che le abitavano. Questa varietà fa pensare a una società con distinti ruoli sociali, sicuramente più complessa rispetto alle normali aggregazioni rurali; probabilmente si trattava di nuclei familiari con status diversi o di ambienti dedicati a funzioni specifiche. Quel che è certo è che Brusselstown Ring apre una finestra importante sulle dinamiche sociali dell’Irlanda preistorica e sul modo in cui le persone si organizzavano per vivere.

Per chi visita il sito, si presenta l’opportunità di scoprire una pagina meno conosciuta della storia irlandese, molto diversa dai castelli medievali o dai monasteri antichi – quelli che tutti, di solito, associamo all’Irlanda. Basta guardare un po’ più a fondo, sottoterra, per trovare tracce di antiche civiltà che ancora emergono, e capire come l’Irlanda autentica sia molto più articolata e complessa di quanto si pensasse fino a poco tempo fa. Gli studiosi stanno concentrando l’attenzione proprio su questi reperti, cercando di ricostruire un quadro più preciso della vita preistorica a partire da ciò che il terreno continua a svelare, pezzo dopo pezzo.

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