Sta per partire una stagione densa di eventi culturali, che testimoniano un fermento davvero vivo nelle arti visive italiane. Da un lato, alcune mostre importanti stanno volgendo al termine; dall’altro, un fitto calendario di esposizioni si apre, pensato non solo per gli appassionati di pittura, ma anche per chi segue la fotografia, il design e la tecnologia applicata all’arte. Diverse iniziative puntano a coinvolgere un pubblico ampio – famiglie incluse – per stimolare la creatività e avviare un dialogo tra tradizione e innovazione. Ecco allora una selezione delle principali mostre in programma nelle varie città italiane, dove nei prossimi mesi si potranno scoprire sia opere di grande valore sia nuove modalità espositive.
La rilettura digitale di Monet e i tesori nascosti del Rinascimento a Milano
Da qualche tempo, a Milano si può visitare un’allestimento immersivo dedicato a Claude Monet, icona dell’Impressionismo. Lo Spazio Ventura ospita una mostra che espone oltre 300 opere del maestro, distribuite su quasi 2.000 metri quadrati con proiezioni video in 4K. L’esperienza multisensoriale offre uno sguardo dettagliato sulla luce e i particolari di capolavori iconici – un modo che, diciamo, avvicina anche i più giovani, spesso distanti dalla pittura storica. Affascinante come la tecnologia digitale, usata così, riesca a far scattare un interesse diverso: non la solita osservazione passiva, ma un’interazione più intensa.
Non troppo lontano, Palazzo Marino presenta fino all’11 gennaio il Polittico di Monte San Martino, capolavoro rinascimentale firmato da Carlo e Vittore Crivelli. La particolarità? L’opera è rimasta quasi nella sua collocazione originaria, con dieci tavole affiancate e una predella che mostra Cristo benedicente e i dodici apostoli. Un dettaglio spesso trascurato, ma che aggiunge molto a livello narrativo e iconografico. L’ingresso è gratuito – cosa che facilita la partecipazione del grande pubblico. Insomma, per chi è curioso di approfondire un passaggio decisivo della storia artistica italiana e riflettere sul valore del patrimonio culturale urbano, è davvero un’occasione da non perdere.

Tra liberty e antichità, il ritorno di stili e culture diverse
Brescia, città con una tradizione artistica robusta, ospita a Palazzo Martinengo una mostra dedicata al Liberty (ovvero l’Art Nouveau italiana). Oltre cento opere – fra pittura, scultura, ceramica e fotografia – permettono di osservare la complessità di un linguaggio artistico che ha attraversato vari settori. Tra gli autori in esposizione figurano Vittorio Matteo Corcos e Gaetano Previati, artisti che incarnano un’evoluzione stilistica ben radicata tra Otto e Novecento. Oltre alle arti visive, la mostra evidenzia come questo stile abbia influito anche sul design e sulla cultura materiale, spesso poco considerati dalle realtà urbane meno attente a valorizzare le proprie radici storiche. Insomma, un racconto che restituisce un quadro sfaccettato di una trasformazione culturale e stilistica.
Nel frattempo, Aquileia presenta “Gli Dei ritornano”, un’esposizione dedicata ai Bronzi di San Casciano, rinvenuti in un santuario etrusco e romano in Toscana. Questi reperti, che hanno già girato mostre italiane e internazionali, sono disponibili al Museo archeologico nazionale di Aquileia fino a marzo. L’esposizione mette in risalto il rapporto stretto tra arte antica e religione, mostrando come il patrimonio archeologico riesca a trasmettere valori e racconti millenari tramite oggetti tangibili. Un dialogo tra passato e presente che si rivela centrale per tante zone italiane, se non altro come osservano esperti e istituzioni del settore culturale.
Dalla fotografia alle olimpiadi, linguaggi diversi per raccontare il presente
A Milano si celebra la fotografia contemporanea con una rassegna dedicata a Giovanni Gastel. L’artista, noto per circa 250 immagini – molte inedite – ha lasciato un segno forte nel settore. La mostra non si limita ai soli scatti: include anche poesie e scritti, elementi che arricchiscono la lettura delle opere e propongono un’idea della fotografia come forma espressiva articolata. Chi conosce l’arte visiva da qualche tempo sa quanto queste mostre aprano nuove prospettive sull’uso comunicativo delle immagini oggi.
In provincia di Sondrio, il Palazzo Besta di Teglio racconta la storia delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali dal 1924 a oggi. Tra gli oggetti esposti, spiccano torce olimpiche e attrezzature sportive d’epoca – testimonianze materiali di un percorso culturale e tecnologico che ha coinvolto anche le comunità alpine. Insomma, gli eventi sportivi lasciano un segno temporaneo ma profondo nella vita e nella percezione di questi territori montani, mettendo in luce un rapporto piuttosto complesso fra sport, cultura e turismo.
Roma ospita al Museo dell’Ara Pacis una rassegna di impressionisti provenienti dal Detroit Institute of Arts, con nomi del calibro di Renoir, Van Gogh, Matisse e Picasso. Il percorso espositivo, esteso all’Impressionismo e alle avanguardie del primo Novecento, mette in luce le radici e le trasformazioni di questi movimenti artistici europei nel contesto globale. L’evento sottolinea anche, fra le altre cose, l’importanza di collaborazioni culturali internazionali per capire come si evolve l’arte moderna.
Al Lagazuoi Expo Dolomiti, una mostra multisensoriale dedicata alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 integra il linguaggio braille. Un’iniziativa che favorisce l’inclusione e rompe barriere percettive, utilizzando diversi canali sensoriali per raccontare arte e sport. L’esempio? Concretissimo di come temi come l’accessibilità prendano piede anche nei contesti culturali e sportivi per coinvolgere più persone possibili.
Bologna offre una tappa in Palazzo Bentivoglio, con una personale di un artista americano che lavora con materiali di recupero. Le sue installazioni esplorano i confini dello spazio scultoreo, spingendo a riflettere su contrasti tra assenza e presenza – temi non sempre indagati nell’arte contemporanea. Un percorso che apre a nuove prospettive sulla percezione dello spazio espositivo e sulle potenzialità espressive.
Infine, Montefalco accoglie una mostra fotografica dedicata a Steve McCurry: oltre 60 immagini, molte inedite, ritraggono paesaggi, persone e tradizioni di Umbria e Marche. La regione vista dagli occhi di un maestro della fotografia contemporanea, capace di catturare momenti di grande intensità emotiva e intimità. Un racconto universale, insomma, che lascia il segno.