Camminare lungo la costa ligure, tra Camogli e San Fruttuoso, vuol dire immergersi in un paesaggio che sorprende con la sua forza anche d’inverno. Nei giorni asciutti e soleggiati, il contatto diretto con un ambiente dove il mare incontra le colline diventa vivido, quasi palpabile. Il sentiero, accessibile a molti, regala scorci sul Golfo Paradiso che non stancano mai: si alternano boschi silenziosi, calette isolate e spiagge quasi deserte. L’aria fresca, ma non troppo pungente, aiuta a camminare senza affaticarsi troppo; e la minor presenza di gente fa sì che si notino dettagli di un ecosistema che d’estate passa inosservato. Chi abita in città spesso riconosce proprio in questi mesi l’autentica tranquillità che avvolge questo tratto della Riviera di Levante.

Il sentiero da Camogli a San Rocco di Camogli: natura e tradizione
Dal centro di Camogli, poco distante dalla stazione ferroviaria, parte un sentiero segnato da un cerchio rosso con due pallini, facile da seguire. La prima meta raggiunta è San Rocco di Camogli, passando inizialmente per zone urbane che lasciano presto spazio a contesti più rustici, dove abbondano olivi, orti e vigneti. Il cammino segue il torrente Gentile sulla destra, utilizzando sentieri lastricati e pedonali, fino a San Rocco, impiegando circa quaranta minuti. Qui, il belvedere vicino alla Chiesa di Santa Maria della Salute spalanca una visione ampia sul Golfo Paradiso. Un punto perfetto per una breve pausa: tanti escursionisti ne approfittano per gustare un pezzo di focaccia locale, chiamata “fügassa”, un alimento semplice, ma molto pratico.
Il percorso prosegue verso levante, tenendosi piuttosto pianeggiante e regalando scorci sul mare. A sinistra, una deviazione scende verso Porto Pidocchio e Punta Chiappa: quest’ultima è una falesia sporgente nel Mediterraneo, dove si trova ancora una delle poche tonnare fisse rimaste, un’attrazione poco nota, anche tra chi abita in zona. Tra coltivi e boschi, il sentiero passa da Mortola, superando fonti d’acqua potabile e un antico lavatoio — tracce di un passato agricolo ben radicato. La vegetazione cambia e accoglie alberi come carpino nero e ornello, finché si apre una vista panoramica che abbraccia la costa da Capo Mele fino alle Alpi Liguri più alte. Naturalezza e storia si intrecciano così, valore aggiunto per chi cerca il contatto con la natura lontano dai ritmi urbani, percorrendo un sentiero di media difficoltà.
Da Batterie all’abbazia di San Fruttuoso: storia e paesaggi marini
Superata la località Batterie, una breve deviazione porta a visitare postazioni militari risalenti alla Seconda guerra mondiale, ricordi concreti dell’importanza strategica di questa costa. Il cammino riprende verso il Passo del Bacio, attraversando tratti esposti dotati di catene e corrimano per la sicurezza dei camminatori. Chi non si sente a suo agio con passaggi più impegnativi può scegliere sentieri alternativi, ben segnalati e curati nelle aree limitrofe.
La fine del percorso coincide con la baia di San Fruttuoso, una conca naturale dove la macchia mediterranea cede il passo al mare aperto. Qui sorge l’Abbazia dei Doria, fondata più di mille anni fa, immersa in un ambiente attentamente preservato. Poco distante, sul fondale, si trova la celebre statua del Cristo degli Abissi, simbolo forte della tradizione marinara che lega profondamente questo posto alla cultura dei pescatori locali. La baia rappresenta un mix di natura, storia e cultura che rende unico questo itinerario. Chi preferisce evitare la salita al Passo del Bacio può arrivare a San Fruttuoso via mare, con battelli in partenza da Camogli o Porto Pidocchio: comodo per chi vuole organizzare una giornata più tranquilla e varia. Un dettaglio che, strano ma vero, molti in città ignorano, e che amplia le opzioni di visita in Riviera di Levante.
Prima di mettersi in cammino, è bene consultare i canali ufficiali per aggiornamenti sullo stato dei sentieri: aiuta a evitare brutte sorprese dovute a maltempo o lavori in corso. La zona offre anche informazioni su strutture ricettive e attività praticabili — elementi che arricchiscono l’esperienza di chi decide di esplorare questa costa d’inverno, periodo in cui il turismo si fa più contenuto e l’ambiente, insomma, più autentico.