Guardando all’Italia, il costo della polizza RC auto non fa che salire e – diciamolo – a tanti automobilisti pesa davvero sul portafoglio. Nel 2026 si preparano nuovi cambiamenti nelle tariffe, che potrebbero complicare ancora di più i bilanci di casa. Ma non tutto è nero: ci sono alcune agevolazioni e strumenti utili per rendere meno gravoso questo costo. Spesso, però, poco pubblicizzati. I destinatari principali? I neopatentati e chi ha disabilità, ma anche altri gruppi possono approfittarne. Vediamo quindi quali sono le norme in vigore e quali novità sono in arrivo, utili per orientarsi in un panorama assicurativo piuttosto intricato.
Aumenti dei costi e il peso delle nuove tasse sull’rc auto
Negli ultimi tempi, il prezzo medio per l’RC auto ha avuto una crescita costante. Prendiamo come riferimento il 2024: il premio si aggirava intorno ai 400 euro. Nella stagione successiva, cioè il 2025, la media è salita a oltre 415 euro, con un rincaro vicino al 4%. Un salasso non da poco, soprattutto per le famiglie che fanno i conti ogni mese. Dall’1 gennaio 2026 arriverà un ulteriore aumento dell’aliquota sulle polizze che coprono gli infortuni del conducente e l’assistenza stradale: si passerà dal 2,5% al 12,5% sulle assicurazioni nuove o rinnovate da quella data. Ecco un vero aggravio che peserà su molte tasche.
In un quadro così complicato, lo Stato ha disposto alcune misure di sostegno rivolte a chi si trova in situazione di vulnerabilità. Tra queste, i neopatentati e le persone con disabilità sono i più svantaggiati dai premi alti. Alcune compagnie hanno messo in campo formule nuove – tipo la “franchigia a metà” –, un’opzione che permette di abbassare il costo della polizza rinunciando a parte della copertura in caso di sinistro. Fare attenzione a queste possibilità può cambiare la partita: la scelta giusta non significa rinunciare a essere coperti, anzi.

Le agevolazioni più significative a disposizione degli automobilisti
Prendiamo la Legge 104: offre sconti consistenti sull’assicurazione auto per chi ha una disabilità. L’abbattimento può arrivare fino al 30% – a seconda degli accordi tra compagnie e associazioni di tutela disabili – e riguarda garanzie come furto, incendio e infortuni al conducente. Però ci sono condizioni precise: l’assicurazione deve essere intestata al beneficiario della legge, che spesso non è neanche chi guida, e l’auto deve essere adattata o predisposta alle esigenze di persone con disabilità. Tra queste rientrano, per esempio, cecità, sordità o gravi limitazioni motorie. Un vantaggio reale per chi ha diritto, che aiuta a far respirare il portafoglio.
Non dimentichiamo la Legge Bersani, un aiuto non da poco per chi è alle prime armi con la patente. Consente di spostare la classe di merito di un’auto già assicurata a un’altra – magari nuova – appartenente allo stesso nucleo familiare. Così, i neopatentati evitano di partire dalla temuta 14ª, ereditano invece una classe migliore, con meno spese. Il sistema Bonus Malus premia chi guida con prudenza, abbassando il premio se gli incidenti sono pochi o assenti. Per usufruire di tutto ciò serve che il veicolo e il proprietario siano della stessa famiglia; la documentazione richiesta è in genere facile da ottenere.
Oltre ai vantaggi economici, esistono anche regole per sospendere o esentare l’RC auto quando il veicolo resta inutilizzato (per esempio fermo in garage o perché non circola). Recenti cambiamenti hanno esteso l’obbligo di assicurazione a mezzi solitamente esclusi, come quelli usati in cantieri o in proprietà private, rendendo il quadro normativo più complesso. Capire bene quando si può sospendere la polizza o evitare di pagarla è un dettaglio non da poco, perché permette di non spendere soldi senza necessità.
Franchigia a metà e le novità normative per il 2026
Alcune assicurazioni – per far fronte ai rincari – propongono la cosiddetta franchigia a metà. In sostanza, l’assicurato si fa carico di una parte del danno, dividendo il risarcimento con la compagnia. Il premio, così, cala sensibilmente, di circa un terzo rispetto al prezzo normale. Idea vantaggiosa soprattutto per chi guida con attenzione e ha pochi incidenti alle spalle. E un aspetto interessante è che, in certi limiti, la classe di merito resta invariata: nulla cambia sul premio dopo.
Sul fronte dei decreti, un recente provvedimento del Consiglio dei Ministri introduce l’esenzione per l’assicurazione di veicoli “non idonei” alla circolazione su strada per periodi prolungati. Parliamo di mezzi senza parti essenziali, che restano fermi per tanto tempo: una boccata d’aria per molti possessori. Però, il decreto è ancora in attesa di approvazione definitiva e della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, quindi i dettagli potrebbero cambiare.
Da segnalare anche l’intensificazione del controllo da parte dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (IVASS) sulla banca dati elettronica dell’attestato di rischio. L’obiettivo è garantire più trasparenza e accuratezza nei dati che influenzano il calcolo del premio. Tutto questo, insomma, vuole riequilibrare le carte nel mercato assicurativo, dando più tutele e opportunità per limitare gli aumenti. Perché – non c’è dubbio – l’escalation continua a pesare sulle spalle di molti guidatori.