Liguria, nuove regole per la mountain bike: accesso ai sentieri con tesserino regionale aggiornato

In Liguria, si sta per dare una bella rinfrescata alle norme che regolano la mountain bike sui sentieri della regione. La novità? Un sistema più ordinato e sotto controllo per gestire l’accesso ai percorsi. Non è solo una formalità: dietro c’è la necessità di affrontare problemi importanti, come la scarsità di risorse e la salvaguardia dell’ambiente. Ecco perché arriva il tesserino obbligatorio per chi pedala: un modo per coinvolgere i Comuni e le associazioni sportive nel mantenimento e nella vigilanza dei trail. Non dimentichiamo che le attività all’aria aperta stanno via via aumentando la pressione sulle aree naturali, soprattutto dove il turismo cresce rapidamente.

Nel dettaglio, l’idea è di creare consorzi unendo enti pubblici e privati. Una strategia che vuole superare la confusione attuale su chi deve prendersi cura dei sentieri e controllarli. Chi usa la mountain bike dovrà avere il tesserino annuale, mentre i residenti e chi cammina a piedi ne sarà esentato. Curioso notare come si richiami il modello già visto in altri ambiti – pensiamo alla raccolta dei funghi, per esempio – per mantenere un uso più regolato e sostenibile delle zone naturali. Nei mesi a venire vedremo come questa scelta impatterà sulla sicurezza e sul rispetto ambientale dei luoghi frequentati.

Un aspetto meno evidente, ma interessante, riguarda il possibile cambiamento culturale che questo regolamento può scatenare. Il tesserino non è solo una formalità: stimola un atteggiamento più consapevole e responsabile verso i sentieri, spingendo gli utenti a contribuire alla cura del territorio. Il successo dipenderà molto dalla collaborazione tra associazioni locali, istituzioni, e chi pedala. Chi ama la montagna lo nota subito: una gestione più strutturata aiuta a bilanciare lo sport con la tutela ambientale, una sfida che non riguarda solo la Liguria ma tante altre regioni simili.

Liguria, nuove regole per la mountain bike: accesso ai sentieri con tesserino regionale aggiornato
Vista mozzafiato su Vernazza, una delle Cinque Terre, con le sue case colorate abbarbicate sulla scogliera ligure a picco sul mare. – abbaziasantamaria.it

La gestione dei sentieri tra consorzi e tesserini obbligatori

Si punta molto sui consorzi, dove Comuni, associazioni sportive e privati lavorano insieme per controllare, mantenere e proteggere i sentieri dedicati alla mountain bike. Il vantaggio? Una divisione chiara dei compiti e una gestione delle risorse più efficace. Il tesserino annuale diventa così la “chiave” per accedere ai trail sotto controllo, migliorando la regolazione dei flussi e l’uso degli spazi. Acquistarlo è semplice, grazie ai canali digitali e ai punti vendita segnalati direttamente dai consorzi.

Non dimentichiamo che il tesserino è riservato solo ai biker; chi vive o cammina in quelle zone ne è libero. Il motivo va cercato nella tutela della libertà di movimento per chi non pratica questo sport, evitando di complicare la vita agli abitanti e ai visitatori a piedi. Concentrarsi sulla mountain bike ha senso: è un’attività che impatta più sull’ambiente, richiedendo quindi attenzione maggiore.

Mantenere i sentieri non è una cosa da poco: si tratta di controllare la vegetazione, sistemare i fondi e prevenire l’erosione, interventi continui e costosi. I fondi raccolti con il tesserino servono proprio a finanziare tutto questo, per garantire continuità. Una parte va anche a sostenere tecnologie digitali e progetti turistici, pensati per migliorare l’esperienza outdoor e promuovere un uso consapevole, rispettoso delle montagne.

Il modello sperimentale nel Finalese e le prospettive per la Liguria

La zona del Finalese è un esempio concreto per questa nuova regolamentazione: tra i posti più amati dai biker in Liguria, si è già formato il Consorzio FOR (Finale Outdoor Region). Qui non si parte da zero, bensì da un percorso lungo anni, fatto di dialogo tra realtà locali e istituzioni. Il tesserino annuale prende il posto della For You Card, segno che il sistema di finanziamento e gestione vuole diventare stabile e duraturo.

Negli uffici della provincia di Savona c’è interesse, il sostegno alla legge è chiaro, soprattutto perché la manutenzione e gestione di un turismo outdoor in crescita sono un bel grattacapo. La collaborazione tra pubblico e privato viene vista come la strada giusta, per mettere insieme competenze e risorse – spesso già presenti, ma poco coordinate – con l’esperienza delle associazioni e degli operatori del territorio. Alla fine si tratta di far lavorare bene tutte le parti per un risultato che duri.

Nei prossimi mesi si faranno altre prove in provincia di Savona e Imperia, sulle rotte più frequentate in mountain bike. Vogliono capire se funziona davvero e raccogliere dati utili per allargare l’idea a tutta la Liguria. La risposta dei ciclisti fino ad ora è mista: qualche perplessità sul tesserino c’è, ma tanti sembrano pronti a collaborare per proteggere e valorizzare i sentieri. Insomma, con il tempo la mountain bike si sta trasformando in uno sport più attento all’ambiente e integrato con il territorio. Anche se – diciamolo – non è stato tutto semplice fin qui.

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