Nel 2026 l’Europa introduce nuove tasse sul turismo: ecco come cambiano viaggi e soggiorni continentali

Viaggiare in Europa resta un piacere, ma spesso arriva accompagnato da spese extra che mettono a dura prova il portafoglio dei turisti. Oltre al costo del volo, si può incappare in spese impreviste appena si mette piede a destinazione. Una valigia troppo grande o una multa per un biglietto non convalidato possono rovinare i piani. Tra le spese meno evidenti ma frequenti c’è la tassa di soggiorno, un costo che si aggiunge direttamente al conto in hotel. Negli ultimi anni, queste spese extra non sono più casi isolati: si sono radicate in molte città europee.

Con l’aumento del turismo di massa, diverse metropoli hanno adottato nuove forme di tassazione per regolare i flussi, finanziare la manutenzione urbana e difendere il patrimonio artistico e ambientale. Così capita sempre più spesso di dover pagare per dormire, entrare in spazi che una volta erano liberi o perfino accedere a certe aree. Chi vive in città se ne accorge bene, anche se il fenomeno è più evidente fuori stagione, e questa tendenza segna l’esperienza di ogni viaggiatore europeo. Guardando ad alcune città chiave, emergono differenze che peseranno sul budget di chi si organizza per il 2026, sia che si tratti di Roma, delle Canarie o delle metropoli del Nord Europa.

Il biglietto d’ingresso ai siti culturali di Roma e l’impatto sui visitatori

Roma si prepara a un cambiamento non da poco nell’accesso ai suoi monumenti più amati. Dal prossimo febbraio, sarà richiesto un ticket per visitare sei luoghi finora aperti a tutti. La Fontana di Trevi è al centro dell’attenzione: da allora, per avvicinarsi si dovranno spendere 2 euro, mentre la vista da lontano rimarrà gratuita. Lo stesso vale per posti come Villa di Massenzio e alcuni musei civici, dove il biglietto costerà 5 euro. Dietro questa scelta c’è un motivo ben preciso: gestire un’affluenza imponente, visto che solo la zona della fontana attira quasi nove milioni di visitatori ogni anno. Il peso su ambiente e infrastrutture locali è notevole. Chi abita a Roma o nell’area circostante sarà esonerato da questa tassa, un dettaglio che molti conoscono e apprezzano.

Dietro la misura si nasconde un dibattito più ampio su come proteggere i beni culturali e rendere più sostenibile l’accesso ai monumenti. Chi vive in città nota come queste nuove tariffe cambieranno le abitudini di visita, toccando anche l’economia legata al turismo, settore vitale per Roma. L’idea è frenare il turismo “mordi e fuggi” e incentivare un approccio più rispettoso e consapevole, introducendo controlli più severi.

Nel 2026 l’Europa introduce nuove tasse sul turismo: ecco come cambiano viaggi e soggiorni continentali
Nel 2026 l’Europa introduce nuove tasse sul turismo: ecco come cambiano viaggi e soggiorni continentali – abbaziasantamaria.it

Nuove forme di tassazione in Gran Bretagna, Italia settentrionale e Canarie

A Edimburgo, prima città del Regno Unito ad adottare una tassa fissa sui soggiorni turistici, ai viaggiatori sarà chiesto un contributo del 5% sul costo della camera per le prime cinque notti. Oltre questo periodo, nessuna tassa. La somma raccolta servirà a finanziare eventi culturali e lavori di ristrutturazione urbana. Gli esperti sul posto vedono in questa misura una risposta alle pressioni del turismo di massa, soprattutto in alta stagione. È probabile che questa novità influenzerà chi preferisce vacanze brevi nella capitale scozzese.

Nel Nord Italia, Venezia mantiene il ticket d’ingresso per i visitatori giornalieri in alcune date selezionate tra aprile e luglio, alla cifra di 5 euro a persona. L’obiettivo è ridurre il turismo di passaggio nei momenti di maggior affollamento, alleviando i disagi per chi vive in città e migliorando le condizioni di manutenzione degli spazi pubblici. Si tratta di una tappa di un percorso più ampio che cerca un turismo meno impattante e più regolato, tema molto discusso negli ultimi tempi.

Spostandoci alle Canarie, Tenerife ha introdotto di recente un’eco-tassa per chi vuole visitare i sentieri del Parco Nazionale del Teide. Le tariffe vanno da 10 a 25 euro, a seconda che si scelga un percorso autonomo o un’escursione guidata. I proventi vanno esclusivamente alla tutela dell’ambiente e alla manutenzione dei sentieri, un chiaro esempio di come alcune imposte possano agire in favore della natura. La maggior parte dei residenti conosce già la novità, mentre chi opta per itinerari meno frequentati probabilmente non se ne accorgerà molto.

Le scelte di altri Paesi europei tra tariffe d’ingresso e nuove imposte

Nei Paesi Bassi, Zaans Schans, il famoso villaggio coi mulini a vento, introdurrà a partire dal 2026 un biglietto d’ingresso di 17,50 euro a persona. Qui vivono solo 100 persone, mentre i visitatori sono oltre due milioni all’anno. Insomma, una pressione enorme che rischia di stravolgere la vita degli abitanti. Chi vive nella zona percepisce bene la necessità di un controllo più stringente sul turismo di massa, anche se per i turisti occasionali il fenomeno può passare inosservato. Il prezzo diventa quindi uno strumento per gestire afflussi pesanti, tipici di molte attrazioni europee.

In Norvegia, dal 2026 è stata autorizzata una tassa del 3% sugli alloggi turistici, applicabile anche a chi arriva in crociera. La novità? Ognuno può decidere a livello locale se adottarla o meno e, soprattutto, sono esclusi i turisti che dormono in tende o camper. Questa scelta rispecchia le differenze territoriali norvegesi e le diverse esigenze di chi viaggia. Ecco perché chi opta per il camper, moda assai diffusa tra gli Italiani, gode di un’esenzione importante.

A Bucarest, infine, c’è già una tassa di soggiorno fissa di circa 2 euro a notte per persona, valida indipendentemente dal tipo di alloggio scelto. La misura punta a far conoscere meglio la città come destinazione, ma nel settore alberghiero ha scatenato proteste. Gli operatori si lamentano per la scarsa trasparenza su come vengono impiegati i fondi e temono una riduzione della competitività della città. Tutti osservano con attenzione gli sviluppi, consapevoli che la situazione potrebbe avere riflessi sul turismo internazionale.

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