Una semplice chiesa nasconde un interno ricco di meraviglie da scoprire entrando al suo interno

Nel centro di Ravenna, tra strade che raccontano storie antiche, si cela un dettaglio sorprendente sotto la basilica. Non parliamo di un tesoro nascosto o di vecchi manoscritti. Qui, sotto i piedi, c’è un ambiente bagnato – dove mosaici centenari condividono lo spazio con piccoli pesci rossi che nuotano lentamente. Non è solo un’attrazione artistica, ma una curiosità naturalistica, che cattura l’interesse di chi cerca aspetti insoliti nei luoghi sacri. Una cripta sommersa così è una rarità in Italia, un intreccio – davvero particolare – tra natura e patrimonio culturale.

Farebbe strano immaginare una vasca naturale al di sotto di una chiesa senza vedere con i propri occhi. Il salto dal consueto silenzio sacro a un mondo d’acqua racconta molto della conformazione geologica e delle falde idriche locali. La cripta – lo si capisce subito – non era nata per accogliere acqua. Eppure, per via della subsidenza del terreno e di una falda piuttosto alta, l’acqua ha preso il sopravvento, trasformando il sotterraneo in una specie di micro-ecosistema. Un modo insolito di scoprire come storia e natura possano esistere insieme, facendo riflettere su come conservare e gestire spazi antichi.

Una semplice chiesa nasconde un interno ricco di meraviglie da scoprire entrando al suo interno
Il campanile cilindrico in laterizio si erge maestoso contro il cielo azzurro, con piccole finestre che bucano la sua superficie. – abbaziasantamaria.it

La basilica di Ravenna e la sua cripta sommersa

Il punto di riferimento è la piazza centrale, dove si alza la basilica che racconta il medioevo con archi e colonne, tre navate e una storia segnata da eventi importanti – come funerali di personaggi famosi. Ma sotto, c’è qualcosa di inaspettato: la cripta sommersa. Qui l’acqua ha invaso lo spazio fino a creare una sorta di piscina naturale. Un dettaglio non da poco, se si pensa all’uso originale dell’intera struttura.

Perché l’acqua arriva lì? Tutto nasce da un fenomeno di inondazione naturale, dovuto al fatto che la basilica è posizionata sotto il livello del mare e su un terreno dalle caratteristiche molto particolari. I mosaici, che tanto rappresentano la storia dell’edificio, si trovano così immersi in un quadro liquido, con una leggerezza visiva in netto contrasto con la roccia solida sopra. Chi si occupa di restauro ha davanti una sfida: bilanciare il rispetto per il passato con le insidie del presente naturale.

Un ecosistema nascosto tra arte e natura

Non servono attrezzature complicate per sbirciare nella cripta. Basta un’apertura – una finestrella – da cui ammirare questo scenario unico. Con una piccola offerta, si può accendere un sistema di luci che mette in risalto ogni dettaglio: i mosaici immersi e i pesci rossi che danno vita a queste acque silenziose. L’effetto? La trasparenza dell’acqua, la luce filtrata, un’atmosfera magica dove il passato artistico si fonde con un piccolo mondo naturale.

Basta guardare per capire: arte e natura possono convivere sorprendentemente bene. La cripta sommersa invita a riflettere sul rapporto tra uomo e ambiente, e sulle difficoltà – reali – nel tutelare patrimoni culturali che si confrontano con condizioni ambientali difficili. Un tema sentito non solo dai ravennati, ma anche da chi si occupa di conservazione ambientale e gestione territoriale, considerando fenomeni come la subsidenza e l’innalzamento delle falde – che da qualche anno sembrano accentuarsi.

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