In inverno alpino i Krampus invadono le strade: il mistero e il significato dell’antico rito oscuro

Quando il sole cala sulle montagne della Val d’Ega, Nova Levante si trasforma in un palcoscenico unico. Tra il silenzio ovattato dell’inverno alpino, un gruppo di figure evocative percorre le strade, portando con sé il rumore inquietante di campanacci e fruste. Sono i Krampus, creature che accompagnano San Nicolò in una tradizione radicata nel tempo e capace di riunire la comunità intorno a un rito antico. Pur essendo poco conosciuto fuori dai confini locali, questo evento rappresenta una delle espressioni più genuine del folklore montano ancora vivo nelle Alpi.

La parata organizzata dal gruppo Schuffatuifl va oltre l’aspetto folkloristico: è una manifestazione di identità sociale che riemerge attraverso il recupero di credenze legate all’Avvento. Il contrasto tra la luce calda dei mercatini di Natale e il fragore dei rumori dei campanacci crea un’atmosfera densa, dove il tradizionale convive con elementi di paura primordiale. Questo evento si conferma così un momento significativo per chi vive in queste zone, testimoniando il valore persistente di pratiche che vanno oltre una semplice festa.

Le maschere e i rumori che richiamano un mondo antico

Il passaggio dei Krampus è segnato da un brusco cambiamento nell’ambiente: le luci si abbassano e il silenzio viene rotto da un fragore di campanacci e fruste. Queste figure rappresentano un rito di purificazione che, da secoli, si propone di spaventare i bambini cattivi e allontanare gli spiriti maligni. Questo rito, diffuso soprattutto nell’Alto Adige, mantiene vivo un rapporto complesso tra paura e attrazione, sostenuto da una tradizione artigianale e culturale molto radicata nel territorio.

Le maschere sono il fulcro di questa rappresentazione. Intagliate nel legno con grande maestria, sono decorate con attenzione per restituire espressioni intense e caratteristiche. Corna vere di caproni o pecore completano i costumi, sottolineando la connessione con elementi naturali e simbolici. Anche per chi abita in un contesto urbano, è interessante sapere che dietro ogni Krampus si nasconde un lavoro artigianale accurato, che unisce abilità manuale e memoria storica tramandata di generazione in generazione.

In inverno alpino i Krampus invadono le strade: il mistero e il significato dell’antico rito oscuro
In inverno alpino i Krampus invadono le strade: il mistero e il significato dell’antico rito oscuro – abbaziasantamaria.it

Artigianato e identità in un rito collettivo

La realizzazione delle maschere è un processo complesso, affidato a intagliatori locali che dedicano molti giorni a ogni pezzo. A partire da strumenti come la motosega fino alla precisione di attrezzi più delicati per scolpire e dipingere, ogni fase è essenziale per dare forma e carattere a ogni creatura. La cura nella scelta dei materiali, come l’imbottitura interna e i colori acrilici resistenti, contribuisce a trasformare il legno in una presenza viva e riconoscibile. Questo lavoro artigianale aggiunge un valore simbolico forte all’intero evento.

Dalla fondazione dell’associazione Schuffatuifl Nova Levante nel 2014, la sfilata ha assunto una struttura più definita, diventando un appuntamento annuale atteso e sentito. Il corteo è vissuto dalla comunità come un momento di appartenenza e riaffermazione culturale, dove la tradizione non si limita a essere uno spettacolo, ma diventa parte integrante dell’identità locale. Questo fenomeno si osserva soprattutto nelle aree alpine, dove la convivenza tra vita quotidiana e usanze antiche genera un legame profondo e duraturo.

Un contesto naturale che rafforza il significato del rito

Il paesaggio delle Dolomiti, con i suoi boschi silenziosi e l’aria fredda dell’inverno, crea l’ambiente ideale per questa manifestazione. Qui, l’alternanza di ombra e luce, il contrasto tra il rumore dei campanacci e la quiete dello scenario naturale, si combinano per esprimere simbolicamente le tensioni della stagione invernale. Le comunità alpine, abituate a vivere in stretta relazione con la natura, vedono in questo evento un punto di incontro tra storia, ambiente e cultura.

La sfilata non è quindi solo un rito locale, ma un modo concreto di consolidare il legame tra territorio, memoria e tradizione. Questo richiamo ancestrale si integra nel ritmo invernale della vita montana e permette a residenti e visitatori di cogliere un aspetto meno noto delle Alpi. Un’esperienza che rende palpabile la continuità di una cultura che si rinnova attraverso il tempo, senza perdere il suo significato profondo.

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