In Toscana l’inverno dipinge un’atmosfera speciale, diversa da quella estiva che tutti conoscono. Durante la bella stagione, infatti, la regione brulica di turisti. Allora scappare dalla calca significa immergersi in scenari dove il silenzio regna sovrano, i borghi svelano un volto inaspettato, ricco di storia e spazi da assaporare senza fretta. I percorsi meno battuti e i luoghi intrisi di memoria invitano a scoprire una Toscana vera, meno ovvia. Tra colline quiete, luci soffuse e un ritmo tutto da rallentare, si può osservare la regione da un’angolazione nuova.
Anghiari, storia che si legge sulle mura e nei vicoli
Anghiari, incastonato nell’Alta Valle del Tevere, conserva intatto il suo aspetto medievale come pochi borghi toscani. Si erge su una collina e domina il panorama circostante con mura antiche, torri e stradine ripide e strette che conducono a belvedere sorprendenti. Tutti ricordano la battaglia del 1440 combattuta lì, tra fiorentini e milanesi; fu un evento che ha segnato profondamente il luogo. Un altro dettaglio importante – anche se meno visibile – è la traccia di un affresco di Leonardo da Vinci, ormai perduto, che indica il valore culturale del borgo nel Rinascimento.
Il centro storico si snoda lungo un percorso ben definito: dalla piazza principale si sale verso la Rocca, passando attraverso angoli dove le mura medievali si mostrano in pieno splendore, e si cammina ancora lungo vie originarie. Il Palazzo Pretorio spicca per la facciata, decorata con stemmi e simboli araldici. Poco fuori dal recinto murario c’è invece la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, che riassume aspetti di cultura e fede della comunità. Insomma, un percorso che racconta il passato – e non solo – del borgo.
Quando arriva l’inverno, Anghiari si trasforma in uno scrigno raccolto. Musei, spazi culturali, tutto può essere visitato senza l’assalto tipico dell’estate, ecco il valore da cogliere. Usare questo periodo anche per esplorare i dintorni – Arezzo e Sansepolcro per esempio – arricchisce l’esperienza. Il silenzio, la lentezza fanno sentire la Toscana più autentica, quella che spesso viene dimenticata da chi viaggia più di fretta e superficialmente.
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Pitigliano e Sorano, borghi del tufo tra memoria e natura
Nel cuore della Maremma toscana, Pitigliano e Sorano riescono a sorprendere per come si fondono con il paesaggio vulcanico circostante. Pitigliano, chiamata pure la “Piccola Gerusalemme”, deve la sua fama alla grande presenza ebraica nel passato; ancora oggi è possibile scorgere tracce di questa cultura nelle tradizioni e nell’architettura. Il borgo si adagia su una rupe di tufo, con cantine scavate direttamente nella roccia e testimonianze etrusche che risalgono a secoli lontani. Tra i monumenti principali emerge il Palazzo Orsini, sede di musei con reperti archeologici e storici di rilievo.
Pochi chilometri a Sud, Sorano non è da meno: questo borgo tranquillo, arroccato con calma sulle sue vie storiche, offre un paesaggio urbano ben conservato. La Fortezza Orsini comanda la scena, e con lei la piscina termale del XV secolo nota come “Bagno dei Frati”. D’inverno, quando il freddo si fa sentire, questa piscina diventa un rifugio molto apprezzato da chi cerca relax lontano dalla folla.
Entrambi i borghi sono un perfetto punto di partenza per visitare le famose vie cave etrusche, gole profonde scavate nella roccia che superano i 20 metri d’altezza e si estendono per quasi un chilometro: un patrimonio davvero affascinante. Il Parco Archeologico della città del Tufo, che include anche Sovana e Vitozza, amplia lo sguardo su questa terra ricca di storia e natura. Curiosamente, chi vive in città spesso ignora l’intimo legame che si crea qui tra uomo, paesaggio e archeologia, un rapporto che d’inverno si percepisce maggiormente.
Bagnone e Radicofani, confini toscani tra storia e territori di montagna
Se ci spostiamo verso il Nord della Toscana, al confine con l’Emilia-Romagna, troviamo Bagnone, un borgo incastonato negli Appennini e attraversato da corsi d’acqua limpidi. Le tracce più antiche arrivano addirittura alla preistoria, come dimostra la statua stele di Treschietto. Il centro mantiene un impianto medievale che racconta molto: vedi la divisione sociale segnata anche dalla vicinanza alla Via Francigena, antica rotta di pellegrinaggio e scambio commerciale. Un dettaglio curioso? Il simbolo del giglio fiorentino sui portici, che si dice porti fortuna se sfregato, una tradizione popolare del luogo.
Il castello di Bagnone è un punto di osservazione privilegiato, da cui si distinguono nettamente le diverse aree, un tempo abitate da artigiani o nobili, oggi più ben definite come zone del paese. Si può arrivare in auto o scegliere sentieri da trekking, per chi ama natura e storia insieme. Nei dintorni, Treschietto offre panorami spettacolari tra ruderi e forre, mentre Castiglione del Terziere ricorda il passato fiorentino della zona.
Spostandoci a Sud, Radicofani si impone con la sua forte personalità. Arroccato su un masso di basalto, questo borgo è dominato dalla rocca, visibile da lontano, che ha avuto un ruolo difensivo di rilievo per generazioni. Nel centro storico, con vicoli stretti e piazze piccole, la vita ruota ancora attorno alla Via Francigena. Famoso è anche il legame con Ghino di Tacco, brigante medievale diventato leggenda e personaggio letterario. Lo sguardo dalla rocca spazia dalla Val d’Orcia fino al Monte Amiata, regalando vedute che lasciano senza fiato.
Gennaio, mese tranquillo ma funzionale a Radicofani: strutture ricettive e ristoranti restano aperti, accogliendo chi vuole fermarsi. La vicinanza alle terme di San Casciano dei Bagni e a Bagni San Filippo offre un abbinamento perfetto tra scoperta culturale e relax termale, un valore molto apprezzato in inverno. Le zone montane di Toscana ridono di pace e natura, una scelta azzeccata per chi mira a evitare folle ma non rinuncia a qualità storiche e panoramiche.